Casa Leopardi stupisce ancora: affiora un nuovo ciclo pittorico

Ritrovati due strati di intonaco affrescato e uno di questi suggerisce vicinanza al cantiere artistico di Loreto

Casa Leopardi stupisce ancora: affiora un nuovo ciclo pittorico
fonte immagine: Ansa
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11 Giugno 2026 - 16.12


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Casa Leopardi a Recanati non smette di stupire e restituisce un ciclo pittorico custodito all’interno della Biblioteca.
Si tratta di un’ulteriore testimonianza del fermento culturale della dimora recanatese del poeta, scoperta durante i lavori del consolidamento murario che hanno portato alla scoperta di decorazioni di diverse epoche tra cui un apparato figurativo collocabile tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento.

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In base alle ricostruzioni dello storico dell’arte Stefano Papetti i saggi preliminari hanno permesso di intercettare due strati di intonaco dipinto, quello di più antico, databile intorno agli inizi del XVI secolo riporta una decorazione che imita il damascato, mentre il ciclo successivo ricrea un’architettura illusionistica con finte specchiature marmoree, nicchie, cariatidi e scene figurate ispirate alla cultura figurativa diffusa nelle Marche e a Roma tra la fine del Rinascimento e la prima età barocca.

Tra le figure individuate si trova la rappresentazione della “Cacciata dal Paradiso Terrestre”, affiancata dalle raffigurazioni della vita rurale e venatoria. Si distinguono cavalieri impegnati in una battuta di caccia, un contadino che guida un asino lungo un ponticello e due pellegrini in cammino attraverso la campagna. È stata inoltre riconosciuta un'”Allegoria della Fortuna Marina”, raffigurata secondo i canoni iconografici codificati da Cesare Ripa.

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Per Papetti la decorazione dimostra contatti con il grande cantiere artistico di Loreto, dove si riconoscono le mani di grandi artisti come Federico Zuccari e Gaspare Gasparini. Questo testimonia la vitalità culturale del territorio marchigiano tra XVI e XVII secolo. Il recupero ha richiesto un lungo e complesso intervento conservativo diretto dalla restauratrice Federica Camilletti.

Il ciclo pittorico si trovava infatti sotto tre strati di intonaco e sotto una decorazione ottocentesca realizzata su fogli di giornale. Lo stato di conservazione risultava particolarmente compromesso a causa di numerose picconature effettuate ai fini della buona riuscita dei rivestimenti successivi.

Si tratta di un nuovo tassello aggiunto al mosaico della storia di casa Leopardi, la cui biblioteca custodisce una collezione di oltre ventimila volumi voluta da Monaldo Leopardi e gli ambienti in cui si formò il giovane Giacomo. “È emozionante immaginare che gli occhi del Poeta si siano posati su queste immagini quando erano ancora visibili”, osserva Olimpia Leopardi, ponendo l’attenzione al valore culturale di questo ritrovamento.

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