Marcello Fois con L’immensa distrazione vince la 64ª edizione del Premio Campiello

Storica finale al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia: il romanzo di Marcello Fois conquista 83 voti e supera di misura Lo sbilico di Alcide Pierantozzi. Sul podio anche Elena Varvello. Per la prima volta il Premio Campiello cambia location, data e orario e approda su Sky.

Marcello Fois con L’immensa distrazione vince la 64ª edizione del Premio Campiello
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3 Ottobre 2026 - 15.24


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È Marcello Fois con L’immensa distrazione (Einaudi) il vincitore della 64ª edizione del Premio Campiello. Il romanzo dello scrittore sardo ha conquistato 83 voti della Giuria dei Trecento Lettori anonimi, al termine di una finale storica ospitata per la prima volta nella Sala Grande del Palazzo del Cinema del Lido di Venezia.

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Una sfida combattuta fino all’ultimo voto, con Fois che ha preceduto di appena tre preferenze Alcide Pierantozzi, autore de Lo sbilico (Einaudi), fermatosi a 80 voti. Terza Elena Varvello con La vita sempre (Guanda), che ha ottenuto 54 preferenze. Più distanti Valeria Parrella, quarta con La ragazzina (Feltrinelli), con 33 voti, ed Ermanno Cavazzoni, quinto con Storia di un’amicizia (Quodlibet), con 32. A esprimere il proprio voto sono stati 282 dei 300 lettori chiamati a decidere il vincitore.

Per il Campiello si è trattato di un’edizione segnata da numerose novità. La tradizionale finale di settembre in fascia serale ha lasciato spazio a un appuntamento pomeridiano di ottobre, alle 18, in uno dei luoghi simbolo del cinema e della cultura veneziana. Una scelta che ha trasformato la cerimonia in un evento ancora più articolato, con oltre 900 ospiti tra rappresentanti delle istituzioni, dell’imprenditoria, della cultura e dell’editoria.

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Al centro della serata, naturalmente, i cinque romanzi finalisti e le loro storie molto diverse. L’immensa distrazione di Fois racconta la vita di Ettore Manfredini, ultranovantenne appena morto che ripercorre, quasi sospeso tra vita e morte, ciò che ha costruito, perduto e lasciato alle proprie spalle. Un bilancio esistenziale che diventa anche una riflessione sulla necessità di fermarsi a guardare la propria vita prima che sia troppo tardi.

«Scrivere è un mestiere difficilissimo. C’è tanta differenza tra scrittori e gente che pubblica. Tanta gratitudine per questo mondo», ha detto Fois subito dopo la proclamazione. Lo scrittore ha poi rivolto un pensiero particolare a Michela Murgia, sua amica scomparsa nel 2023 e ricordata anche nella dedica del libro: «Voglio intanto ringraziare una persona che non c’è più, ma per me c’è».

Nel corso della serata Fois ha ricordato anche un’altra grande figura della letteratura sarda, Grazia Deledda, alla quale lo lega persino la geografia della sua infanzia: «Sono nato a 200 metri dalla sua casa». E proprio sulla scrittrice premio Nobel ha sottolineato la necessità di riscoprirne oggi la figura, ricordando anche il suo impegno civile e politico.

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Il testa a testa con Pierantozzi ha rappresentato uno dei momenti più significativi della finale. Con Lo sbilico, l’autore ha affrontato in prima persona il tema della malattia mentale, raccontando terapie, allucinazioni, dissociazioni e alterazioni della percezione della realtà. «Questo libro mi ha cambiato la vita e la quotidianità», ha raccontato Pierantozzi, spiegando come la scrittura gli abbia permesso di comunicare e, almeno in parte, di esorcizzare la propria esperienza.

Sul terzo gradino del podio è salita Elena Varvello con La vita sempre, storia d’amore e ribellione ambientata tra guerra e fascismo. Quarta Valeria Parrella con La ragazzina, rilettura contemporanea della figura di Giovanna d’Arco pensata anche per parlare alle nuove generazioni. Quinto Ermanno Cavazzoni con Storia di un’amicizia, dedicato al lungo rapporto con lo scrittore Gianni Celati.

La serata è stata condotta da Alessio Viola, volto storico di Sky Tg24, affiancato per la prima volta da Arianna Porcelli Safonov, autrice e performer satirica. Matteo Caccia, autore e conduttore radiofonico e componente della Giuria dei Letterati, ha invece accompagnato la cerimonia con la lettura di alcuni estratti dei cinque libri finalisti. Ospite musicale è stata Margherita Vicario, cantautrice e regista, premiata nel 2025 con tre David di Donatello per il suo film d’esordio Gloria!.

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Importante anche la collaborazione con Sky, che ha segnato una nuova fase per il Premio Campiello. La finale sarà trasmessa il 10 ottobre su Sky Documentaries alle 19.45 e su Sky Arte alle 23, oltre che in streaming su Now e in chiaro su Cielo in seconda serata.

La cerimonia ha inoltre assegnato gli altri riconoscimenti promossi dalla Fondazione Il Campiello-Confindustria Veneto. Il Premio alla Carriera è andato a Domenico Starnone, che ha sintetizzato con una battuta il diverso significato dei riconoscimenti nelle varie fasi della vita: «Vincere premi da giovane è corroborante, da vecchi è confortante». Il Campiello Opera Prima è stato assegnato a Nadeesha Uyangoda per Acqua sporca (Einaudi), mentre il Campiello Junior è andato a Rosella Postorino e Daniele Mencarelli. Il Campiello Giovani, infine, è stato vinto da Matteo Ghisleri con il racconto Ricalcolo percorso.

Così, con la vittoria di Marcello Fois, il Campiello inaugura una nuova pagina della propria storia. La 64ª edizione resterà infatti ricordata non soltanto per il risultato di una sfida decisa da appena tre voti, ma anche per aver portato il premio fuori dal suo tradizionale scenario, trasformando il Palazzo del Cinema del Lido in un nuovo palcoscenico per la grande narrativa italiana.

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