Donne e sport: studio analizza come vengono rappresentate dai media

A realizzarla e condurla l'Osservatorio di Pavia, un istituto di ricerca indipendente specializzato nello studio dei contenuti dell’informazione.

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20 Marzo 2026 - 19.19


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Durante le Paralimpiadi invernali Milano-Cortina una ricerca ha esaminato come i telegiornali italiani hanno raccontato le Olimpiadi e le Paralimpiadi da Parigi 2024 fino alle ultime, con particolare attenzione alla rappresentazione delle atlete rispetto agli atleti. L’analisi si intitola “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026” ed è stata affidata e realizzata dall’Osservatorio di Pavia, un istituto di ricerca indipendente specializzato nello studio dei contenuti dell’informazione. L’obiettivo quello di capire se i media contribuiscono a promuovere parità di genere, equità e inclusione nello sport prendendo in esame la copertura televisiva tra il 2024 e il 2026, col fine di avere una visione completa e continuativa del racconto mediatico a riguardo. Dai risultati emerge che i Giochi Olimpici e Paralimpici hanno un ruolo importante nel modo in cui lo sport viene percepito dal pubblico. 

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Durante le Olimpiadi di Parigi 2024 la copertura è stata piuttosto equilibrata tra uomini e donne ed è stato dato spazio anche a sport e atleti poco conosciuti. Le Paralimpiadi, invece, hanno ricevuto meno attenzione e in alcuni casi sono emersi stereotipi legati alla disabilità e al genere. Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, invece, hanno visto una partecipazione femminile molto alta: quasi il 48% degli atleti erano donne e hanno ottenuto anche grandi risultati. Tra le atlete italiane protagoniste troviamo Federica Brignone, Arianna Fontana e Francesca Lollobrigida, che hanno dimostrato talento e determinazione. Anche a livello mediatico, l’attenzione per le donne cresce di nuovo: le atlete hanno avuto molta visibilità e la copertura tra sport maschili e femminili è stata equilibrata,.

Questo aumento della presenza femminile è considerato un grande passo avanti verso la parità di genere nello sport, perché significa più opportunità e meno barriere per le donne. All’interno dei media le atlete vengono infatti raccontate come determinate, coraggiose e talentuose, diventando protagoniste della narrazione. Il linguaggio usato nei telegiornali è stato per lo più corretto dal punto di vista del genere, ma spesso si è dato troppo spazio alla vita privata delle atlete, soprattutto alla maternità, invece che alle loro capacità sportive. A volte sono state usate anche metafore poco legate allo sport, che riducono l’importanza della competenza tecnica. Alcuni servizi hanno comunque cercato di superare gli stereotipi.

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Per le Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026, invece, lo spazio nei media è stato limitato e selettivo: le atlete, pur essendo il 26% dei partecipanti, compaiono solo nel 14% delle notizie, risultando quindi poco rappresentate. In questo scenario l’attenzione dei media si concentra soprattutto su tre sport: sci alpino, sci di fondo e snowboard e solo nei primi due c’è spazio anche per le gare femminili. Di conseguenza, la presenza delle atlete nei media è non solo ridotta, ma anche condizionata dai tipi di sport più seguiti e dai risultati ottenuti. In tutto ciò emerge anche un altro problema: durante le Olimpiadi le atlete ricevono molta attenzione dai media, ma la visibilità spesso diminuisce dopo l’evento. 

A seguito dei risultati della ricerca la sfida per il futuro è raccontare lo sport in modo più equilibrato, dando sempre importanza alle competenze e ai risultati senza ricorrere a stereotipi. Per continuare a sostenere la parità di genere le istituzioni devono aiutare le atlete a conciliare carriera sportiva e vita privata, promuovendo una maggiore attenzione mediatica anche oltre i grandi eventi.

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