Spagna, Sánchez convoca elezioni anticipate il 29 novembre dopo lo scontro sulla casa

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha convocato elezioni anticipate per domenica 29 novembre, dopo che le forze di destra hanno bloccato le misure urgenti per affrontare l’emergenza abitativa.

Spagna, Sánchez convoca elezioni anticipate il 29 novembre dopo lo scontro sulla casa
Pedro Sanchéz
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5 Ottobre 2026 - 10.57 Globalist.it


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Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha convocato elezioni anticipate per domenica 29 novembre, dopo che le forze di destra hanno bloccato in Parlamento le misure urgenti varate dal suo governo di minoranza per affrontare l’emergenza abitativa.

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L’annuncio è arrivato al termine di un intervento istituzionale nel quale Sánchez ha difeso il bilancio del suo governo e ha presentato il voto come una scelta sul futuro del Paese. “Il tempo è arrivato perché il popolo spagnolo decida quale futuro vuole per sé e per il proprio Paese”, ha dichiarato il premier.

Sánchez ha descritto gli ultimi anni come una fase caratterizzata da un Parlamento “altamente conflittuale”, nel quale, ha accusato, molti finiscono per “confondere il raggiungimento di accordi con il tradimento”. Ha inoltre denunciato il peso di “potenti élite economiche e sociali” che, secondo il premier, cercano di influenzare il futuro della Spagna senza essere state elette.

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Nel suo discorso Sánchez ha rivolto parole particolarmente dure all’opposizione, definendola “la peggiore opposizione della storia” e accusandola di non avere mai mostrato senso di responsabilità nei confronti dello Stato, mettendo invece ripetutamente in discussione la legittimità del governo.

La decisione di sciogliere anticipatamente le Cortes arriva pochi giorni dopo il fallimento delle misure sull’abitazione, mentre in Spagna prosegue una forte mobilitazione sociale sul tema dell’accesso alla casa e dei costi degli alloggi.

Sánchez ha rivendicato i risultati raggiunti dal suo esecutivo, sostenendo che la Spagna è diventata l’economia a più rapida crescita nell’Unione europea. Ha inoltre citato l’aumento del potere d’acquisto, che secondo i dati richiamati dal premier sarebbe cresciuto a un ritmo tre volte superiore a quello registrato in Francia e Germania, insieme alle riforme sociali ed energetiche.

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“Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità per difendere gli interessi del popolo spagnolo”, ha affermato.

Il premier ha difeso anche la linea adottata dal governo sul piano internazionale, ricordando il sostegno all’Ucraina e il ruolo della Spagna nell’Unione europea e alle Nazioni Unite. Sánchez ha rivendicato un’azione internazionale diretta, nelle sue parole, a “combattere tiranni, oligarchi e speculatori”, sostenendo che queste scelte hanno contribuito a trasformare la Spagna in “un esempio globale”.

Nel passaggio conclusivo del suo intervento, Sánchez ha esplicitato il significato politico che intende attribuire alla consultazione. Gli elettori, ha detto, dovranno scegliere se “regredire o continuare ad andare avanti”.

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Il premier ha accusato l’opposizione di rappresentare una “coalizione di estrema destra” priva di proposte e interessata soltanto, secondo la sua ricostruzione, ad abrogare o limitare i diritti e le libertà introdotti negli ultimi otto anni.

Per Sánchez, il prossimo Parlamento dovrà consentire di rafforzare le riforme avviate dal governo. “Per fare di più, dobbiamo rinnovare ed espandere il sostegno pubblico” alle “profonde riforme” necessarie, ha detto, chiedendo agli elettori una maggioranza progressista più ampia.

Il voto del 29 novembre si svolgerà dunque in un quadro di forte polarizzazione politica. Sánchez ha descritto la fase attuale come un’epoca di “grande complessità”, segnata da tensioni internazionali, emergenza climatica e profondi cambiamenti sociali e tecnologici, a partire dalla diffusione dell’intelligenza artificiale.

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“Il popolo spagnolo deve decidere quale ruolo vuole svolgere in questa nuova era e quale ruolo vuole che la Spagna svolga”, ha affermato il premier.

Nel congedarsi, Sánchez ha rivolto un appello diretto agli elettori, dichiarando di avere fiducia nei cittadini spagnoli, definiti un popolo “coraggioso e compassionevole”, capace di affrontare le sfide senza paura e di “stare dalla parte giusta della storia”.

“Ci impegneremo per meritare la vostra fiducia, per ispirare speranza e per vincere ancora”, ha concluso.

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