Uniamo i puntini d' Europa

Dalle piazze studentesche alle mobilitazioni di camionisti e agricoltori, fino alla solidarietà per la Palestina, una riflessione sui bisogni condivisi, sulle divisioni territoriali e sulla possibilità di ricostruire un senso di appartenenza collettiva.

Uniamo i puntini d' Europa
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22 Ottobre 2026 - 23.03


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di Sonia Boldrini

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Uniamo i puntini. Facciamolo noi un campo largo popolare. Anche a livello europeo. Le proteste di studentesse e studenti, il fermo di camionisti e agricoltori, le manifestazioni contro il genocidio in Palestina, il movimento che ha portato mesi fa al risultato del referendum nascono da difficoltà comuni. E da sentimenti condivisi. 

Siamo diverse/i, sì, ma abbiamo bisogni comuni e forse potremmo ricordarci in questo momento di essere un paese, di essere l’Europa.

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Per questo trovo molto sensato che la CGIL, e spero anche gli altri sindacati, abbia indetto lo sciopero generale nella giornata della grande manifestazione studentesca europea del 20 novembre 2026.

E mi colpiscono le signore che portano la pasta ai camionisti e le famiglie che offrono una doccia. Mi sembra di scorgere una comunanza, una solidarietà che sembrava persa, tra la regionalizzazione di sanità e altri servizi, che mette alcuni sul podio nazionale e altri in difficoltà anche a farsi un’analisi del sangue a meno di 30 km da casa, e i facili stereotipi di un sud criminale e un nord operoso. Per tacere dei borghi toscani…

Questi bisogni basteranno a unirci?

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