Tra i membri dell’equipaggio della missione Artemis III sarà presente anche Luca Parmitano: l’astronauta italiano sarà impegnato nella sperimentazione, in orbita terrestre, delle tecnologie destinate a spianare la strada alle future missioni lunari.
Cinquant’anni, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea e pilota collaudatore dell’Aeronautica Militare, Parmitano vanta già due missioni spaziali ed è stato il primo italiano a ricoprire il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale. In questa nuova avventura volerà accanto a tre astronauti veterani della NASA: Randy Bresnik, che guiderà la missione, Frank Rubio e Andre Douglas.
L’annuncio è stato dato a Houston dall’amministratore della NASA Jared Isaacman. Secondo le parole di Isaacman, Artemis III “dimostrerà la forza dell’innovazione americana e della cooperazione internazionale mentre testeremo complesse operazioni di rendez-vous e attracco e faremo progredire le tecnologie che un giorno ci porteranno ancora più lontano nel Sistema Solare”.
Parmitano, soprannominato AstroLuca, visibilmente commosso ha affermato: “La mia base di lancio è stato il mio Paese, l’Italia, che mi ha dato l’istruzione necessaria per arrivare a questa missione. L’Esa è stata la torre di lancio, che mi ha permesso di costruire relazioni e di esprimere tutto il mio potenziale. La NASA è stata il razzo, e la ringrazio per avermi permesso di far parte di questo incredibile equipaggio”. Poi il ringraziamento alla famiglia e alle figlie: “siete l’energia per la mia anima”, salutando con un grazie in italiano.
Il direttore dell’ESA Joseph Aschbacher, soddisfatto, ha annunciato: “L’incarico di pilota affidato a Luca Parmitano riflette la profondità delle competenze europee nel volo spaziale umano e si basa sulla sua vasta esperienza operativa in situazioni di alta pressione”. Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata allo spazio ha affermato che il ruolo assegnato al pilota italiano conferma l’importante ruolo di primo piano che avrà l’Italia verso la nuova sfida scientifica legata al ritorno dell’uomo sulla Luna.
Soddisfatto persino il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente, convinto che la scelta di Parmitano porterà la presenza di altri astronauti italiani nelle future missioni spaziali.
Luca Parmitano ha appreso di essere stato selezionato per l’equipaggio di Artemis III in una circostanza del tutto inaspettata: durante un viaggio in treno. “Ero circondato da altre persone e sapevo di non poter manifestare apertamente la mia emozione. Così sono rimasto senza parole”.
L’incarico che attende l’astronauta italiano è tra i più delicati dell’intero programma Artemis: inizialmente, la missione era stata concepita come destinata a riportare l’uomo sulla superficie della Luna. Tuttavia, nel febbraio 2026 la NASA ha modificato la pianificazione del programma, scegliendo di introdurre una fase intermedia di verifica tecnologica prima del ritorno sul suolo lunare.
La missione sarà quindi dedicata alla sperimentazione, in orbita terrestre, delle procedure e dei sistemi necessari per le future esplorazioni lunari.
Per Parmitano si tratta di una nuova sfida che consolida il ruolo dell’Italia e dell’Europa nel grande progetto internazionale di ritorno alla Luna. Un traguardo che guarda ben oltre il nostro satellite: le tecnologie validate da Artemis III costituiranno infatti la base operativa per le future missioni umane verso Marte e le regioni più remote del Sistema Solare.
