Roy Lichtenstein: la mostra al Whitney Museum di profetica attualità

Circa 130 opere ripercorrono il precoce interesse dell'artista per la percezione e il riconoscimento visivo, mostrando come questi temi abbiano alimentato una ricerca sulla duplicazione, la simulazione e la cultura dell’immagine

Roy Lichtenstein: la mostra al Whitney Museum di profetica attualità
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

28 Settembre 2026 - 18.49


ATF AMP

Il Whitney Museum di New York dedica a Roy Lichtenstein una grande retrospettiva, con una rilettura radicale e contemporanea della sua arte. In un’epoca dominata da social media, meme e intelligenza artificiale, le sue riflessioni su come i contenuti visivi vengono duplicati, modificati, riciclati e fatti circolare nel mondo risultano di straordinaria e profetica attualità.

Top Right AMP

È in questo contesto che il museo presenta Roy Lichtenstein: Like New, in programma dall’11 ottobre 2026 al 10 maggio 2027, la prima grande retrospettiva dedicata all’artista a New York da oltre trent’anni. La mostra riunisce circa 130 opere realizzate dagli anni Quaranta agli anni Novanta e ricostruisce alcuni momenti storici, tra cui la riunione di tutte le opere della leggendaria esposizione del 1962 alla Leo Castelli Gallery.

Inoltre il Whitney possiede la più grande collezione di studio al mondo dedicata a Lichtenstein. Nel 2018 la Roy Lichtenstein Foundation ha donato oltre 400 opere, dando vita alla Roy Lichtenstein Study Collection e consolidando il ruolo del museo come centro internazionale per la ricerca, la conservazione e lo studio dell’artista. Nel 2022, inoltre, la vedova Dorothy Lichtenstein ha donato al museo la casa-studio dell’artista nel Greenwich Village, oggi sede permanente dell’Independent Study Program del Whitney.

Dynamic 1 AMP

L’esposizione ripercorre il precoce interesse di Lichtenstein per la percezione e il riconoscimento visivo, mostrando come questi temi abbiano alimentato una ricerca sulla duplicazione, la simulazione e cultura dell’immagine. Attraverso pittura, disegno, collage, stampe, scultura e cinema, l’artista ha trattato le immagini come forme instabili, da prendere in prestito, tradurre, ricontestualizzare e trasformare.

La retrospettiva presenta alcune delle sue opere più celebri, tra cui Look Mickey (1961), Girl with Ball (1961), Masterpiece (1962), Drowning Girl (1963), Happy Tears (1964), Little Big Painting (1965), Rouen Cathedral, Set III (1968-69) e Artist’s Studio “The Dance” (1974). Sono inoltre ricreati tre murales, tra cui una versione lunga quasi 30 metri, pari a 96 piedi, di Greene Street Mural (1983).

La particolarità della retrospettiva è andare oltre Lichtenstein come semplice inventore dei celebri fumetti pop con i punti Ben-Day, una tecnica di stampa meccanica che utilizza piccoli punti colorati per creare ombre, gradazioni e colori. La mostra mette in evidenza come l’artista abbia trasformato il linguaggio visivo della cultura di massa, dei fumetti, della pubblicità, dei beni di consumo e della stampa commerciale. “Roy Lichtenstein ha cambiato il nostro modo di vedere le immagini”, si legge nel comunicato del museo. Dietro l’apparente freddezza delle sue opere, che sembrano prodotte da una macchina, c’era invece un lavoro meticolosamente realizzato a mano e un artista affascinato dal modo in cui le immagini vengono costruite, copiate, ingrandite e fatte circolare.

Dynamic 1 AMP

Roy Lichtenstein: Like New si svolge in contemporanea con un’altra mostra dedicata all’artista, Roy Lichtenstein: 1997, focalizzata esclusivamente sulle opere, gli studi e i progetti realizzati durante l’ultimo anno della sua vita. L’esposizione mostra un Lichtenstein (1923-1997) ancora incredibilmente produttivo e sperimentale. Nel 1997, all’età di 73 anni, oltre alla sua attività pittorica in studio, l’artista lavorava infatti a una serie di progetti audaci, tra cui la commissione di due murales, diverse sculture su grande scala e una nuova serie di stampe.

FloorAD AMP
Exit mobile version