Lo storico Giardino Romantico del Palazzo Reale di Napoli, grazie a un complesso restauro, sta tornando ad acquisire leggibilità del disegno e dei valori della composizione otto-novecentesca, testimonianza di conoscenze scientifiche, tecniche e botaniche che hanno reso i giardini della reggia dei laboratori di sperimentazione attraverso i secoli.
I lavori, iniziati nel settembre del 2024, hanno interessato la risistemazione delle componenti vegetale, impiantistica e architettonica per restituire la sua complessa e stratificata immagine storica al complesso che si affaccia su Piazza del Municipio.
Un cantiere ormai concluso, che ai tempi dei lavori aggiunge anche quelli della natura. Infatti, per la realizzazione dei tappeti erbosi e per la messa a dimora delle piante è stato necessario sospendere le attività nei mesi più caldi della stagione estiva, per poi riprendere a metà settembre.
Nella giornata di ieri, sabato 29 novembre, grazie all’iniziativa “Aspettando Primavera“, i visitatori hanno potuto eccezionalmente osservare lo stato di avanzamento dei lavori, accompagnati in visite guidate dal direttore dei lavori, l’architetto paesaggista Marco Ferrari, che ha raccontato il restauro filologico attraverso la risistemazione delle componenti architettoniche, impiantistiche e vegetali, illustrando gli interventi effettuati.
Ferrari si è così espresso: “L’intervento è stato analizzato e progettato dopo due anni di studi, ricerche e indagini, con la finalità di arricchire il patrimonio vegetale e recuperare la valenza del collezionismo botanico”.
E ha continuato l’architetto: “Oltre a pavimentazioni e impianti, i lavori hanno interessato gli esemplari arborei esistenti, sia con potature finalizzate a riequilibrare portamento e dimensione delle piante, sia con alcuni abbattimenti utili alla messa in sicurezza dei luoghi a seguito di indagini diagnostiche e fitostatiche”.
L’antica ricomposizione della collezione botanica è avvenuta tramite la messa a dimora di nuovi alberi, arbusti e piante erbacee, attraverso una selezione dagli elenchi redatti da Friedrich Dehnhardt, giardiniere botanico del Re delle due Sicilie Ferdinando II di Borbone, che progettò il giardino negli anni Quaranta dell’Ottocento, pur nell’adattamento ai mutati scenari ambientali.
Oltre al “salvataggio” del centenario Pinus canariensis (pino delle Isole Canarie), al quale sono state liberate le radici, è stata condotta un’importante azione di consolidamento di un tratto del paramento lapideo neobarocco del viale rettilineo novecentesco, che stava cedendo sotto la pressione delle radici di uno degli storici Ficus magnolioides presenti nel giardino.
Complessa ma decisiva la soluzione di equilibrio, grazie alla creazione nel viale di un nuovo spazio per le radici aeree dell’albero, che gli garantirà stabilità senza arrecare danno al muro in pietra vesuviana e travertino di Trani progettato dall’ingegnere e architetto Camillo Guerra nella prima metà del Novecento.
A proposito del rinnovamento del Giardino Romantico Tiziana D’Angelo, direttrice delegata del Palazzo Reale di Napoli, si è così espressa: “Gli interventi per oltre 900mila euro rientrano nell’ambito del Piano Strategico Grandi Progetti Beni Culturali, finanziato dal Ministero della Cultura”.
E ha continuato D’Angelo: “Oggi abbiamo voluto aprire le porte del cantiere affinché i visitatori potessero constatare la complessità del restauro di circa un ettaro e mezzo, che rappresenta un vero gioiello, polmone verde al centro della città, ma anche soprattutto luogo della cultura da preservare e rispettare”.
Queste, invece, le parole di Almerinda Padricelli, architetto responsabile del progetto: “L’importanza del recupero non solo del verde, ma anche della parte infrastrutturale e impiantistica, per offrire ai visitatori la fruizione in sicurezza di un luogo che mette in connessione, oltre agli spazi museali del Palazzo Reale, anche quelli della Biblioteca Nazionale e del Teatro San Carlo presenti nel complesso monumentale”.
Il rifacimento delle pavimentazioni, infatti, ha costituito l’occasione per intervenire nell’adeguamento dei sottostanti impianti idrico-sanitario, antincendio, di irrigazione e di illuminazione, così da garantire una manutenzione costante nel tempo del giardino attraverso l’ottimizzazione e la gestione sostenibile delle risorse.
Per garantire una maggiore accessibilità e fruizione del complesso museale, le attività hanno interessato i viali del giardino con l’asportazione della pavimentazione in asfalto del viale neobarocco perpendicolare all’accesso alla Biblioteca Nazionale e il rifacimento delle superfici in cocciopesto di tufo, con particolare attenzione al drenaggio delle acque meteoriche che rispondano alle sfide del cambiamento climatico.
Dobbiamo dire che il Giardino Romantico ha un’estensione di 14.400 mq. Ben 2.750 mq di superfici sono state pavimentate con cocciopesto di tufo mentre 3.150 mq sono piantati a prato. Fino ad oggi sono stati impiegati 350 giorni di lavoro, nei quali sono state messe a dimora oltre 4.000 piante, di cui 20 esemplari arborei e palmizi, 1.300 arbusti e addirittura 3.000 erbacee.
Insomma, ancora poche settimane e poi i cancelli del Giardino di Palazzo Reale si riapriranno, sperando che molteplici persone si rechino a visitarlo, perchè non è solo un gioiello barocco e neoclassico, ma soprattutto un pezzo fondamentale del patrimonio culturale dell’Italia.