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Si spegne l'urlo di Tony Dallara

Ci lascia a 89 anni il cantante di 'Come prima', 'Ghiaccio bollente' e l’universale 'Romantica'. Brani diventati colonna sonora di un’Italia che cominciava a guardare al futuro con ottimismo e più leggerezza. La sua voce potente, a tratti graffiante, lo rese riconoscibile fin dal primo ascolto.

Si spegne l'urlo di Tony Dallara
Tony Dallara a una delle sue mostre
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16 Gennaio 2026 - 21.08


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C’è una voce che attraversa più di mezzo secolo di musica leggera italiana e che oggi si spegne lasciando un’eco profonda: quella di Tony Dallara. Muore a 89 anni Antonio Lardera, questo il suo vero nome, cantante, interprete popolare, ma anche pittore, protagonista di una stagione irripetibile dello spettacolo italiano. Dallara è stato uno dei volti che hanno accompagnato il Paese nel passaggio dall’Italia del dopoguerra a quella del boom economico.

Arrivato al successo alla fine degli anni Cinquanta, Tony Dallara ha incarnato una novità assoluta: un modo di cantare più diretto, energico, influenzato dal rock’n’roll americano ma capace di parlare al cuore del pubblico italiano. È stato il primo degli “Urlatori” che con Joe Sentieri, Adriano Celentano, Little Tony, Mina, Betty Curtis cercavano di rinnovare la musica leggera combattendo a suon di 45 giri e polemizzando con i “Melodici” capitanati da Claudio Villa e che aveva accanto Nilla Pizzi, Achille Togliani, Betty Curtis.  

Come prima, Ghiaccio bollente e l’universale Romantica sono brani diventati immediatamente patrimonio collettivo, colonna sonora di un’Italia che cominciava a guardare al futuro con ottimismo e più leggerezza. La sua voce potente, a tratti graffiante, lo rese riconoscibile fin dal primo ascolto e gli aprì le porte dei grandi palcoscenici, dai festival alle tournée all’estero.

Dallara non è stato solo un cantante di successo, ma anche un interprete capace di muoversi con naturalezza tra musica, cinema e televisione, partecipando a film musicali, che allora si chiamavano “musicarelli”, e programmi che hanno segnato un’epoca. Amante della pittura ha sempre dipinto e, negli ultimi tempi, ha esposto spesso le sue opere. Sempre lontano dagli eccessi del divismo, ha mantenuto nel tempo un profilo discreto, lasciando che fossero le canzoni, e infine i dipinti, a parlare per lui.

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