L’Arena, i Giochi Olimpici e l’ideatore dell’Opera Festival. Tutti insieme in 24 ore. Ebbene sì, oggi, 22 febbraio, si terrà la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali, ma soprattutto ricorrono i 150 anni dalla nascita di Giovanni Zenatello, il tenore, artista e impresario coraggioso che ha cambiato volto ad uno dei simboli della città di Verona.
Nato nel capoluogo veneto nel 1876, Zenatello studiò inizialmente da baritono, e fece il suo debutto professionale nel 1898 quando, al Teatro Sociale di Bassano del Grappa, impersonò prima Silvio nei “Pagliacci” di Leoncavallo e poi Alfio in “Cavalleria Rusticana” di Mascagni.
Dopo numerose esibizioni in tutto il mondo, dagli Stati Uniti a Londra passando per Parigi, Zenatello decise di tornare nella sua terra natìa, dove ebbe un’ idea molto particolare circa l’anfiteatro di origine romana presente in città.
Secondo il tenore, infatti, la struttura dell’attuale Arena di Verona poteva senza problemi diventare un teatro d’opera, ospitando i migliori artisti dell’epoca. E così, nonostante il malumore di alcuni cittadini, il 10 agosto del 1913 portò in scena la prima rappresentazione di Aida, in occasione del Centenario della nascita di Giuseppe Verdi.
Nella giornata di ieri, già proiettata all’anniversario della nascita di Zenatello, Cecilia Gasdìa, soprano e sovrintendente della Fondazione Arena, si è così espressa: “Grazie all’intuizione di un grande uomo, di un veronese che è stato tenore, artista, impresario e mecenate, oggi l’Arena è per il mondo il simbolo per eccellenza dell’opera lirica”.
E ha continuato Gasdìa: “La giornata di domani, che resterà nella storia della nostra città, la dedichiamo a lui che, per primo, seppe vedere il potenziale dell’Arena, facendo sì che l’opera fosse per tutti. Sembra una coincidenza ma, a pensarci bene, tutto questo oggi assume un valore ancora più profondo”.
E ha concluso la sovrintendente: “La cerimonia olimpica, come l’opera d’estate in questa stessa Arena, unisce popoli e culture nel nome dell’arte, dello sport, della bellezza. Giovanni Zenatello fu il primo a capire il valore universale e contemporaneo dell’abbraccio del nostro anfiteatro. Domani, guardando all’Arena, lo ricorderemo commossi e grati”.
Insomma, in questa ultima domenica di febbraio la musica e lo sport si intrecciano ancora una volta, e adesso non ci aspetta che attendere l’inizio della cerimonia di chiusura dei Giochi, che si terrà nel luogo che Zenatello ha cambiato per sempre.