Oriana Fallaci, le istituzioni si preparano al ventennale della morte

Le scrittrice e giornalista, scomparsa a Firenze il 15 settembre 2006, sarà ricordata da Comune, Regione, enti culturali, non solo in un ottica celebrativa, ma soprattutto in funzione di promozione di confronto e dialogo intorno alla sua figura.

Oriana Fallaci, le istituzioni si preparano al ventennale della morte
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25 Agosto 2026 - 21.44


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Ricorrerà quest’anno il ventesimo anniversario dalla morte di Oriana Fallaci, e le istituzioni si preparano a promuovere e sostenere una serie di iniziative in suo ricordo. La giornalista e scrittrice che nacque a Firenze e qui vi morì il 15 settembre del 2006, mantenne sempre un fermo legame con la sua città e il territorio.

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Diviso tra la Biblioteca regionale Pietro Leopoldo (per il materiale librario) e l’Archivio storico del Consiglio regionale della Toscana (per quanto concerne la sezione più documentaria e materiale) è conservato anche il suo personale archivio, confluito nel Fondo Oriana Fallaci, divenuto nel 2016 bene pubblico grazie alla donazione del nipote Edoardo Perazzi, suo erede universale. La Regione Toscana, per il tramite di Cristina Manetti, assessora alla Cultura, ha annunciato la volontà di organizzare una serie di iniziative proprio in occasione del ventennale della sua morte, rendendo il fondo archivistico fulcro degli eventi: “Stiamo valutando la possibilità di organizzare visite guidate al Fondo Oriana Fallaci, per permettere al pubblico di conoscere da vicino documenti, materiali e testimonianze che raccontano il percorso umano e professionale di Fallaci” ha dichiarato l’assessora Manetti, sottolineando come questo possa essere anche un prezioso strumento per avvicinare alla figura della giornalista e scrittrice le nuove generazioni.

Il calendario degli appuntamenti pare essere ancora in fase di definizione, ma nella volontà della Regione come soggetto promotore sembra esserci l’intenzione di andare oltre la mera celebrazione. Ancora Cristina Manetti ha spiegato come intento precipuo sia quello di promuovere confronto e dialogo intorno alla sua figura e alla sua attività letteraria e giornalistica: “Fallaci continua a suscitare discussioni, interrogativi e opinioni diverse. Proprio per questo crediamo sia importante creare uno spazio di confronto sulla sua attività giornalistica, sui suoi libri, sulle sue battaglie e sulla sua capacità di raccontare e interpretare il proprio tempo”. 

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Nel frattempo il Comune di Firenze accoglierà la richiesta dei 331 cittadini che hanno chiesto di cambiare l’intitolazione dello spazio antistante la Fortezza da Basso, da piazzale in Giardino Oriana Fallaci. A spiegarlo la sindaca della città Sara Funaro: “Oriana amava il verde e aveva a cuore l’ambiente […] una donna, una giornalista e un’intellettuale di primo piano capace di far discutere ma che ha lasciato un segno indelebile”. 

Sempre il prossimo 15 settembre in occasione dell’importante anniversario, è già prevista una commemorazione al cimitero degli Allori in cui Oriana Fallaci si trova seppellita, mentre la sera presso il Teatro della Pergola si terrà lo spettacolo Occidente Oriente, l’allestimento scenico del confronto tra la giornalista e Tiziano Terzani.

Non mancherà di ricordarla anche il Gabinetto Viesseux come previsto da calendario. Sul Corriere Fiorentino Riccardo Nencini, presidente dell’importante istituzione culturale fiorentina, nonché grande amico di Oriana Fallaci, ne ha così ricordato la figura divisiva, controversa, ma soprattutto complessa: “Tutte le persone storte sono controverse, penso a Pasolini o a Vittorini, prima vicino al fascismo poi membro del Partito comunista”, queste le parole di Riccardo Nencini, che proseguendo ha sottolineando piuttosto “la sua propensione a prendere posizioni davanti a momenti cruciali. Sin da giovanissima. Perchè lei era così, odiava gli accidiosi. Diventò staffetta partigiana il 13 settembre del 1943, cinque giorni dopo l’armistizio, prese posizione in favore dell’aborto, strappò di mano agli uomini la qualifica di inviati di guerra. E poi ci fu la sua celebre invettiva contro l’Islam dopo le Torri Gemelle. Una posizione che io allora considerai esagerata. Fece di tutta l’erba un fascio, non considerando le differenze che esistevano ad esistito ancora oggi nel mondo musulmano. Fu invece lungimirante sull’Europa che lei a un certo punto tacciò di aver perso i valori di riferimento dell’antifascismo”. 

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