Neri Pozza Editore inaugura martedì primo settembre alle ore 20 a Milano La Casa della Frutta, un nuovo spazio dedicato ai libri e alla condivisione culturale. La sede è quella dello storico fruttivendolo di via San Vittore 3, un luogo che la casa editrice ha scelto di conservare e trasformare senza cancellarne l’identità originaria.
L’apertura arriva in un anno particolarmente significativo per Neri Pozza: celebra gli 80 anni dalla fondazione e già nei mesi scorsi ha festeggiato anche il rinnovamento dei locali della storica libreria Il Trittico, di cui è proprietaria. Con La Casa della Frutta, la casa editrice compie ora un ulteriore passo verso la città, invitando il pubblico a entrare nei suoi spazi e a conoscere più da vicino il lavoro editoriale. Il nuovo luogo non sarà soltanto una sede per presentazioni.
La Casa della Frutta è stata pensata come uno spazio polifunzionale capace di ospitare eventi, incontri con gli autori, corsi, laboratori e mostre d’arte, ma anche come sala riunioni e quartier generale della stessa Neri Pozza, che dal 2022 ha la propria sede proprio al civico 3 di via San Vittore. L’idea è quella di rendere più sottile il confine tra il mondo dell’editoria e quello dei lettori. Ogni martedì mattina, infatti, la casa editrice occuperà spazi visibili e accessibili per creare un rapporto più diretto con il quartiere e con chi vive la città.
La festa inaugurale rappresenterà quindi non soltanto il debutto del nuovo spazio, ma anche un momento di confronto tra editori, scrittori, librai, lettori e professionisti della cultura. L’obiettivo è avviare un dialogo stabile con Milano e con le persone che producono, promuovono e frequentano la cultura, portando le attività della casa editrice più vicino ai cittadini. La scelta di mantenere l’insegna La Casa della Frutta, del resto, non è casuale. Il nome dello storico negozio diventa infatti parte integrante del progetto la cui filosofia è quella che la cultura è una forma di nutrimento, come una sorta di vitamina indispensabile alla crescita e allo sviluppo delle persone.
Come la frutta alimentava un tempo chi entrava in queste stanze, così oggi libri, storie e idee dovrebbero contribuire a mantenere viva la mente. In occasione dell’inaugurazione, la casa editrice lancia proprio a partire da questa idea un appello alla creazione di nuovi spazi culturali nell’area urbana, con particolare attenzione al quartiere di Sant’Ambrogio, recentemente interessato da un importante processo di riqualificazione legato ai lavori della linea M4.
La speranza espressa da Neri Pozza è che La Casa della Frutta possa rappresentare il primo di una serie di luoghi capaci di ospitare cultura, aggregazione e confronto. Il manifesto del nuovo spazio insiste sulla volontà di trasformare la cultura da appuntamento occasionale in una pratica quotidiana. La Casa della Frutta viene descritta come un luogo in cui fermarsi, incontrarsi, discutere e sperimentare, aperto non soltanto a chi ruota attorno alla casa editrice e alla libreria Il Trittico, ma all’intero quartiere e alla città. L’immagine della frutta ritorna così come metafora dell’esperienza culturale: vitalità, piacere e nutrimento diventano caratteristiche attribuite anche alla lettura e alla circolazione delle idee. In un’epoca dominata dalla velocità e dal consumo immediato, il progetto rivendica invece il valore dell’incontro in presenza, della riflessione e di pensieri che hanno bisogno di tempo per mettere radici e svilupparsi.
La Casa della Frutta vuole dunque diventare un piccolo presidio culturale nel cuore di Milano, un luogo in cui leggere, ascoltare, dialogare e coltivare nuove idee. Un punto di riferimento aperto al quartiere, ma con una vocazione cittadina, nella convinzione che librerie, case editrici e spazi culturali possano contribuire concretamente alla qualità della vita urbana. «A La Casa della Frutta abbiamo un obiettivo: fare della cultura un bene necessario e condiviso», si legge nella parte conclusiva del manifesto. L’invito è rivolto direttamente ai lettori e a tutti coloro che considerano la lettura uno strumento di cura, pensiero e resistenza: la nuova Casa della Frutta vuole essere, nelle intenzioni dei suoi promotori, anche la loro casa.
