“Era febbraio quando tentavo di capire come diventare rappresentante di lista, ricorrendo a quello che è stato definito un ‘escamotage’ per votare a questo referendum come fuorisede. A marzo mi arriva la risposta, positiva, ed ero contentissima di potermi recare alle urne qui a Siena. Proprio in quel momento, quando ne ho parlato con diversi amici siciliani fuorisede come me, mi sono resa conto di quanto fossi fortunata. Fortunata a esercitare un mio diritto, nonché un mio dovere. Molti non sono riusciti a farlo, altri sono diventati anch’essi rappresentanti di lista e altri ancora sono stati costretti a pagare salati biglietti aerei, che a differenza di treni e autobus non prevedevano agevolazioni. Proprio in quel momento mi sono resa conto che il mio fosse un ‘privilegio’, una parte di studenti come è stata costretta a dieci ore di viaggio.” – Giada Zona
“E se non fossimo costretti a dover fare le capriole per votare fuori dalla nostra residenza, nella città dove siamo domiciliati per motivazioni di studio o lavoro? Io, fuorisede siciliana di stanza a Siena, nel mio ultimo viaggio da Sud a Nord portavo con me la tessera elettorale. Tornare a Catania per il referendum mi sarebbe risultato difficile. Voli alle stelle, viaggio in treno che avrebbe previsto più cambi che pazienza, con una rete ferroviaria che risente ancora dei danni dell’uragano Harry, tratte in autobus che non avrebbero concesso alcun rimborso. L’unica soluzione è stata ricoprire il ruolo di rappresentante di lista. Tra speranza e preghiere il destino ha voluto che abbia potuto votare persino vicino casa. È stata, ne sono consapevole, una questione di fortuna e ho anche potuto seguire le operazioni di voto e scrutinio. Eppure, se ci fosse la volontà di farlo, la trafila del voto fuorisede potrebbe semplificarsi e istituzionalizzarsi per ogni tornata elettorale o referendaria. Per ora sembra restare vana speranza, e noi restiamo costretti a dover fare le capriole.” –Caterina Abate
“Quando ho letto che la maggioranza di Camera e Senato abbia deliberatamente bocciato gli emendamenti dell’ultima legge elettorale che avrebbe permesso a studenti e lavoratori fuorisede di poter votare presso il proprio domicilio, o quantomeno nella regione in cui si trovano, ho pensato che a prescindere da quanto mi fosse costato sarei tornato a casa per esercitare il mio diritto di voto. Certo, c’è da sottolineare che non sono sfortunato come gi isolani e che avrei potuto godere degli sconti offerti da Trenitalia, tuttavia comunque avrei dovuto investire poco più di cinquanta euro oltre a perdere almeno tre giorni per gli spostamenti. È quest’ultimo, a mio parere, l’aspetto più insostenibile per molti, al di là di quello economico. Detto ciò, quando ho saputo della possibilità di poter votare come rappresentante di lista mi sono subito rivolto alla sezione senese dei Giovani Democratici, che qui ringrazio per l’immensa disponibilità. Purtroppo, tuttavia, non credo che tutti abbiano avuto la mia stessa fortuna. In conclusione, sono entusiasta di essere stato uno dei giovani che ha deciso l’esito del referendum.” –Agostino Forgione