Chiusi gli accordi tra il Dipartimento della difesa americana e OpenAI sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per scopi bellici, si aprono le polemiche da parte degli utenti, che non tardano a disinstallare l’app in percentuali mai viste.
Normalmente, il tasso di disinstallazione giornaliero è del 9%, ma dopo la notizia della partnership è salito al 295%. Al boicottaggio, supportato dalla campagna social #quitGPT, hanno partecipato più di un milione di utenti americani e non, che hanno preso posizione abbandonando l’app e passando a Claude di Anthropic, sin da subito schierato contro Trump nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in contesti bellici.
In pochi giorni, infatti, le installazioni di Claude sono aumentate fino al 51% in più rispetto all’indice standard, arrivando persino a causare disservizi nell’app per l’impennata dei download. Un boicottaggio di successo, che ha quindi costretto il CEO di OpenAI, Sam Altman, a tornare sui suoi passi annunciando modifiche sugli accordi con il Pentagono.
In un post su X, Altman ammette di aver sbagliato ad annunciare troppo velocemente i propri piani, ma garantisce di voler “lavorare attraverso processi democratici” e assicura che non avrebbe permesso al Pentagono che il suo sistema di IA fosse “utilizzato intenzionalmente per la sorveglianza interna di persone e cittadini statunitensi”. Nella pubblicazione di note interne sugli accordi, infatti, viene ribadito l’intento di proteggere le libertà civili degli americani e proibire qualunque tracciamento, sorveglianza o monitoraggio dei cittadini acquisendone informazioni personali.
Tra gli aggiornamenti, inoltre, è anche proibito a servizi segreti come la Nsa (National Security Agency) di utilizzare il sistema OpenAI senza dover modificare successivamente il contratto. Nessuna dichiarazione, tuttavia, sull’impiego dell’AI per lo sviluppo di armi automatizzate.