A Milano grande successo per "BAM Back to the City Concert", progetto inclusivo che unisce musica e temi sociali | Culture
Top

A Milano grande successo per "BAM Back to the City Concert", progetto inclusivo che unisce musica e temi sociali

Dopo 8 tappe in 7 diversi quartieri del capoluogo lombardo e l'esibizione di circa 80 fra musicisti e artisti, si è conclusa giovedì, 10 settembre, l'ottava edizione dell'iniziativa ideata dalla Fondazione Riccardo Catella, che punta a ridurre più possibile le distanze fra le persone che vivono in situazioni difficili e il resto del mondo

A Milano grande successo per "BAM Back to the City Concert", progetto inclusivo che unisce musica e temi sociali
Preroll

redazione Modifica articolo

13 Settembre 2026 - 19.54


ATF

Un tuffo dentro le emozioni di chi vede il mondo da un’altra prospettiva, accompagnati dalle note scritte da uno dei più illustri compositori dell’Ottocento, fra i più antichi, ma anche pericolosi, quartieri di Milano (Portanuova, Dergano, Affori, Comasina, Baggio, Ghisolfa e Washington).

Potremmo descrivere così, con queste poche ma significative parole, ciò che è stata l’ottava edizione di “BAM Back to the City Concert – Čajkovskij senza barriere”, il progetto ad ingresso gratuito ideato dalla Fondazione Riccardo Catella, che quest’anno ha visto la partecipazione di oltre 7000 persone.

L’iniziativa, parte del programma annuale “(Dis)Connessioni 2026” di BAM (Biblioteca degli Alberi di Milano) e conclusasi nella serata di giovedì 10 settembre, mirava a far esplorare al pubblico il valore delle relazioni umane come intelligenza collettiva, promuovendo, attraverso laboratori itineranti e performance “live”, l’accessibilità culturale e l’inclusione come capisaldi di una società dove non esistono i concetti di “diversità” e “distanza sociale”.

Il protagonista scelto dai promotori dell’evento è stato il compositore russo tardo-romantico Pëtr Il’ič Čajkovskij, le cui sinfonie hanno accompagnato l’intero percorso, che ha toccato piazze, biblioteche, scuole e anche un luogo particolarmente significativo come l’Istituto Penale per i Minorenni “Cesare Beccaria”, dove, dopo un primo flash mob da parte dei ballerini della scuola di danza MoveOn Dance Hub, i ragazzi si sono dati molto da fare, improvvisando, ascoltando e dando vita ad un genere di una musica che è diventato in pochi istanti la colonna sonora di un loro frammento di vita.

Fra le attività svolte non sono mancate quelle che hanno visto “fondersi” musica e poesia. Su tutte ha spiccato il concerto immersivo nella penombra realizzato con il contributo congiunto di Associazione Nazionale Subvedenti e Fondazione Blue Butterfly, due realtà che si impegnano per creare percorsi multisensoriali dedicati agli adolescenti con fragilità (motorie e mentali) e disabilità.

Il viaggio sonoro del “Back to the City” ha trovato il suo approdo nell’esibizione della Spira mirabilis, una formazione che da oltre vent’anni riunisce artisti professionisti provenienti da tutta Europa e che ha scelto di fare dell’ascolto reciproco e della condivisione il proprio modo di fare e intendere la musica, scegliendo di esibirsi senza direttore d’orchestra.

Attraverso una selezione di brani (da “La bella addormentata” passando per il celebre “Adagio della rosa”, il “sonno della principessa” e le fiabe che animano il terzo atto), il programma ha accompagnato il pubblico dal battesimo della Principessa Aurora fino alle nozze di quest’ultima con il Principe Désiré, un’esperienza sensoriale e musicale culminata in un momento di comunione collettiva, condiviso sui prati della Biblioteca degli Alberi di Milano da individui di tutte le generazioni.

A margine di questo importante evento Francesca Colombo, Direttrice Generale Culturale di BAM, ha affermato: “Abbiamo costruito un percorso intorno a “La bella addormentata” di Čajkovskij perché la musica potesse essere davvero accessibile a tutti e diventare uno spazio di partecipazione condivisa”.

E ha continuato Colombo: “Attraverso 7 quartieri della città abbiamo giocato con la musica classica per incontrare nuovi pubblici e portarne la bellezza in piazze, scuole, case di quartiere e anche in carcere. All’Istituto “Cesare Beccaria” abbiamo trovato una partecipazione straordinaria, anche sul piano emotivo, da parte dei ragazzi detenuti. È questa la nostra filosofia: aprirci alla città in tutte le sue declinazioni”.

E ha concluso la Direttrice Generale: “Abbiamo raggiunto luoghi e comunità dove la musica, e in particolare la musica classica, arriva di rado, ma abbiamo visto come, quando viene proposta come occasione di incontro e partecipazione, possa conquistare pubblici nuovi e inattesi. Le emozioni della musica raggiungono ogni cuore”.

Native

Articoli correlati