Brunori "Cunta" tra musica e scrittura | Culture
Top

Brunori "Cunta" tra musica e scrittura

Una verve del tutto nuova nello spettacolo del cantautore calabrese. La sua musica è un tutt'uno con quella dei Sas.

Brunori "Cunta" tra musica e scrittura
Preroll

redazione Modifica articolo

18 Ottobre 2026 - 11.05


ATF

di Fiorino Iantorno

“Io mi chiamo B”. Inizia così “TuttoBrunori”, il tour teatrale di Brunori SAS fatto di canzoni e monologhi. Un inizio che è un omaggio al grande Giorgio Gaber, che del teatro-canzone è stato il padre. Una citazione molto impegnativa per Dario Brunori, che però la affronta con rispetto e senza voler imitare Gaber. Perché il Signor B rimane pochi secondi sul palco. Il tempo di salutare il Signor G.

Poi arriva subito Dario Brunori, che si svela nei suoi dati zodiacali e anagrafici e ci annuncia immediatamente che ci parlerà di lui, delle persone che ama e ha amato, dei cambiamenti, del mondo, della vita che inesorabilmente passa. Un grande Dario Brunori che è diventato grande e che, senza voler fare la morale e senza voler dirci cosa sia giusto o non sia giusto fare, ci parla di se stesso e di come i suoi occhi di cantautore, oramai del mainstream, vivono e vedono la quotidiana e complicata realtà in cui siamo immersi.

Ed è qui che Brunori diventa potente e sovverte, con rispetto, le regole del teatro-canzone: perché nelle sue vene c’è, e non può non esserci, la forza del “Cuntu” calabrese e meridionale. Eh sì, perché “cuntari” è, da Napoli in giù, fare i calcoli, mettere in fila i numeri per arrivare a una conclusione. E Dario Brunori sale sul palco e ci dice chiarissimamente: “Mo ‘u cuntu io”, e mette in fila i fatti che ci stanno davanti e che spesso non vogliamo vedere.

Lo ha sempre fatto Dario nei suoi spettacoli, perché nelle sue vene c’è un po’ del sangue che fu di Omero. Ma questa volta “’u cuntari” è più ragionato: l’improvvisazione si mette un po’ da parte per dare spazio alla scrittura, ed è qui che possiamo apprezzare tutta l’intelligenza e la curiosità intellettuale di Brunori, che ci inchioda con sarcasmo e con una risata schietta ma amara alle nostre responsabilità.

In questo cuntari la musica si inserisce con grandi successi e canzoni meno note, in arrangiamenti nuovi che danno smalto e luce diversa alla sua produzione: perché non solo è cresciuto Dario, ma tutta la SAS, che oramai è un tutt’uno con lui e lo accompagna per due ore e mezza che volano con ritmo e senza mai stancare.

“TuttoBrunori” segna la dimensione di intellettuale pubblico di Dario Brunori, che non può non prendere posizione, non perché sia un cantautore di sinistra, ma perché di fronte a quello che sta succedendo in questo mondo non possiamo restare indifferenti e non prendere parte. Ma Brunori sta male nei cliché, non è da lui, e non può essere imprigionato nel ruolo del cantautore schierato. Lui è uno che “’na cunta giusta” e la racconta a tutti e tutte in modo irriverente. Perché la Verità è che una generazione di presbiti deve iniziare non più soltanto a guardare la realtà, ma a vederla davvero; e soprattutto iniziare a cercare di cambiarla prendendo posizione, perché lo dobbiamo fare per quelli che arriveranno.

Native

Articoli correlati