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X Factor, la follia punk rock degli Scraffs conquista Gabbani

Quattro ragazzi, un palco e il punk rock. Gli Scraffs proseguono il loro percorso e sono ai Live.

X Factor, la follia punk rock degli Scraffs conquista Gabbani
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18 Ottobre 2026 - 16.58


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di Lilia La Greca

Le Last Call di X Factor hanno acceso i riflettori su una band di quattro ragazzi del Valdarno: gli Scraffs, che con la loro travolgente “follia punk rock” hanno conquistato Francesco Gabbani sulle note di “Lonely Boy” dei The Black Keys, assicurandosi un posto nella sua squadra e l’accesso agli attesissimi Live.

La loro storia sembra uscita dalla sceneggiatura di un film. Come spesso accade con le scoperte più belle, tutto è nato da una fortunata coincidenza, una di quelle che trasformano un incontro casuale in qualcosa di inaspettato: In un pub, Daniel, voce e basso della band, aveva provato a corteggiare una ragazza, senza sapere che fosse già fidanzata con Leonardo, chitarrista del gruppo. Poteva finire in rissa, e invece è nata una band.

A completare la formazione ci sono Dario Aveotti, alla chitarra, e Christian Basile, alla batteria, entrambi studenti di conservatorio. Quattro ragazzi giovanissimi, tra i 20 e i 27 anni, che si raccontano con una definizione tanto ironica quanto significativa: “Quattro scarti di provincia che insieme hanno trovato un senso in un collage”. Personalità diverse, accomunate dalla passione per la musica e dal desiderio di emergere senza rinunciare alla propria identità.

E forse è proprio questa la loro forza. C’è qualcosa di profondamente punk nella storia degli Scraffs: quattro ragazzi lontani dai grandi circuiti musicali, che hanno trovato nel rock un linguaggio comune e nelle proprie differenze un punto di forza. Dalla provincia toscana al palcoscenico di uno dei talent show più seguiti d’Italia, senza perdere quell’ironia un po’ irriverente che sembra accompagnarli in ogni esibizione.

Fin dalla prima audizione, gli Scraffs sono riusciti a conquistare il pubblico non soltanto con la loro simpatia e spontaneità, ma soprattutto con un’energia difficile da ignorare. La loro reinterpretazione di Rock the Casbah dei Clash ha infiammato il palco, tanto che Francesco Gabbani ha definito la versione del gruppo “ulteriormente potenziata”. Un debutto che ha lasciato il segno e che ha trovato conferma nella fase successiva, quando, sulle note di “Celebrity Skin” delle Hole, i quattro toscani hanno strappato una standing ovation e quattro sì.

Anche la scelta dei brani racconta qualcosa della loro identità musicale: dai Clash alle Hole, fino ai The Black Keys, gli Scraffs hanno attraversato diverse sfumature del rock, dal punk all’alternative, mantenendo sempre un elemento in comune: un’energia esplosiva, un’attitudine irriverente e una buona dose di imprevedibilità. Non si limitano a riproporre i brani, ma cercano di farli propri, portando sul palco una personalità che sembra voler sfuggire alle formule più convenzionali dei talent show.

Alle Last Call di questa settimana è arrivata la conferma definitiva. Con una performance trascinante di “Lonely Boy” dei The Black Keys, gli Scraffs hanno convinto ancora una volta Gabbani, conquistando il pass per i Live.

Ad accompagnarli in questa nuova avventura sarà proprio il cantautore toscano, una combinazione artistica che potrebbe riservare qualche sorpresa: da una parte l’energia ruvida e irriverente della band, dall’altra la sensibilità pop e l’esperienza di un artista abituato a giocare con linguaggi e sonorità differenti. Un incontro tra mondi musicali non del tutto sovrapponibili, che potrebbe rivelarsi uno degli aspetti più interessanti del loro percorso nel programma.

Per gli Scraffs, adesso, la sfida sarà portare quella stessa spontaneità anche sul palco dei Live, dove la competizione si farà più serrata e ogni esibizione contribuirà a definire la loro identità agli occhi del grande pubblico.

Tutto è cominciato con un corteggiamento finito male, o forse benissimo, in un pub del Valdarno e oggi, gli Scraffs si preparano a salire sul palco dei Live di X Factor, e chissà che quella che poteva essere una rissa non si riveli l’inizio di una storia musicale tutta da scrivere.

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