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Venice4Palestine torna alla Mostra del cinema

La bandiera palestinese esposta con il messaggio di "isolare Israele sul piano diplomatico, culturale ed economico".

Venice4Palestine torna alla Mostra del cinema
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29 Agosto 2026 - 16.30


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Francesca Chiri di Ansa ci informa che Venice for Palestine, il movimento nato la scorsa estate per portare la lotta per la Palestina al centro della Mostra d’arte cinematografica, arriva di nuovo al Lido con un nuovo appello per chiedere azioni concrete alla Biennale e ai lavoratori del settore, tra cui quella di esporre la bandiera palestinese in occasione della presenza dei due film palestinesi in selezione ufficiale, Al Mowaten Osama di Ahmed Hassouna e Hiwar ma’ albahr di Muayad Alayan.

Neppure una manciata di giorni fa, la Mostra del Cinema di Venezia aveva aggiunto a sorpresa un nuovo titolo per completare la lista dei film in concorso, Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro registi coautori di No Other Land, il famoso documentario sull’occupazione israeliana dei territori palestinesi vincitore dell’Oscar 2025.

L’appello sottolinea che, rispetto a un anno fa, “per il popolo palestinese non è cambiato nulla e le lacrime non bastano ad assolverci: sono piuttosto l’evidenza che non riusciamo ad attingere con sufficiente forza al nostro potere d’azione collettivo” e che “l’eccezionalità del momento storico che viviamo ci impone di isolare Israele sul piano diplomatico, culturale ed economico”. Il boicottaggio, sottolineano i promotori, “non prende di mira l’identità in quanto tale ma agisce proprio sui meccanismi di complicità.”

L’appello di Venice4Palestine chiede soprattutto “trasparenza” lungo la filiera cinematografica e di sospendere gli accordi con enti e istituzioni legate al governo israeliano, oltre a realizzare strumenti di “tutela per i professionisti che scelgono di dissociarsi dai rapporti con enti e istituzioni legate al governo israeliano”; molte personalità hanno promosso l’appello, dalla Nobel Annie Ernaux a Roger Waters musicista fondatore dei Pink Floyd, al regista Matteo Garrone, oltre ad attori e artisti già impegnati a favore della Palestina quali Anna Foglietta, Fabrizio Gifuni, Greta Scarano, Jasmine Trinca, Luigi Lo Cascio, Isabel Coixet, Nan Goldin, Paul Laverty, Teona Strugar Mitevska, Saleh Bakri, Céline Scianna, Yanis Varoufakis, Tomaso Montanari, Moni Ovadia e Ascanio Celestini.

A sostenere l’appello ci sono associazioni e collettivi italiani e internazionali, tra cui Global Sumud Flotilla, Bds Italia, Artists for Palestine Italia e Francia, Fracbi (Coordinamento francese del boicottaggio universitario, culturale e sportivo di Israele), Artisti #NoBavaglio, Amleta, Uicd – Unione italiana casting directors e Voci per la Palestina.

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