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Serata a due facce per le italiane in Europa League

E' terminata 2-2 fra Juventus e Rennes, mentre il Milan di Amorim, in dieci uomini dal 27esimo del primo tempo per l'espulsione di Maignan, ha incassato tre reti dal Bournemouth

Serata a due facce per le italiane in Europa League
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23 Ottobre 2026 - 15.33


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di Gabriele Bisconti

Era difficile immaginare una serata così difficile per le italiane in Europa League. Ma la Juventus, a differenza del Milan, almeno un punto a casa ce l’ha portato.

Partendo da chi ha giocato alle 18 e 45, la Juventus di Spalletti non è riuscita ad andare oltre il 2-2 contro il Rennes, dimostratosi un avversario “scomodo” da affrontare visti i numerosi giocatori di talento presenti tra le sue fila.

Nella cornice dello Stadium, come sempre addobbato a festa per le serate europee, le due formazioni sono scese in campo con schieramenti speculari (entrambi 3-5-2), con la Vecchia Signora, priva dell’infortunato Conceição, che in attacco si è affidata alla coppia Kolo Muani-Woltemade per cercare di scardinare la difesa dei transalpini.

Il primo squillo del match è stato dei padroni di casa, con Woltemade che, dopo aver raccolto una sponda di testa di McKennie, ha concluso sul fondo da buona posizione. Sessanta secondi dopo i bianconeri hanno trovato la rete del vantaggio con Çelik, bravo a cogliere l’angolo lontano della porta di Samba dopo essere stato lanciato in verticale da Woltemade.

La reazione dei francesi non si è fatta attendere, con prima Rongier e poi Al-Taamari che hanno sporcato i guantoni ad un attento Vicario. Alla terza occasione creata gli ospiti hanno riportato il punteggio in parità, con Al-Taamari che, dopo la sponda di testa di Nagida, in girata non ha lasciato scampo a Vicario.

Nella parte centrale del primo tempo nessuna delle due compagini ha preso in mano le redini del gioco, con le uniche occasioni create che sono state quelle di McKennie da una parte (vanificata poi da un fallo commesso da Kolo Muani ad inizio azione) e di Nagida dall’altra (ottima parata dell’estremo difensore bianconero).

Al minuto 43 l’arbitro Krogh ha concesso un calcio di rigore in favore del Rennes, a causa di un fallo di mano di Douglas Luiz sul tiro di Nagida. Dagli undici metri si è presentato Dia, che con un rasoterra di destro ha spiazzato Vicario e ribaltato il risultato.

Prima di andare negli spogliatoi i bretoni hanno avuto anche la chance per siglare il 3-1, ma il sinistro di Thomasson, imbeccato da una gran giocata di tacco da parte di Al-Taamari, si è spento fra le braccia di Vicario.

Ad inizio ripresa Spalletti ha deciso di “sistemare” la difesa, inserendo Kalulu per un comunque superlativo Çelik. Al cinquantatreesimo minuto il Rennes è andato ancora vicino al terzo gol con Al-Taamari, che dopo aver saltato come “birilli” diversi giocatori avversari ha concluso con il mancino sul primo palo, ma Vicario è riuscito a respingere senza troppi problemi.

Appena scoccata l’ora di gioco, vista la poca incisività in zona offensiva dimostrata dai suoi giocatori, Spalletti ha deciso di far entrare González al posto di Gatti, autore di una prestazione con più ombre che luci.

Al minuto sessantasette la Juventus ha pareggiato con Woltemade, che sugli sviluppi di un calcio di rigore, rasoterra e centrale, ha spiazzato Samba. Dopo la rete del 2-2 entrambe le squadre si sono riversate in zona offensiva, ma prima Thomasson è stato fermato da Vicario a pochi passi dalla linea di porta e poi il colpo di testa di Woltemade è stato deviato da un difensore ospite in corner.

Quando mancavano dieci minuti al termine del match i due allenatori hanno inserito forze fresche (dentro Szymanski, Soumarè e Mayenda in casa Rennes e Lucumì e Boga per i padroni di casa) per cercare di portare a casa l’intera posta in palio.

Al minuto 86, con la squadra di Spalletti tutta in attacco e i transalpini schiacciati nella propria area di rigore, il Var ha annullato un gol a Lucumì, che sugli sviluppi di una mischia aveva battuto Samba grazie alla deviazione di un difensore avversario, ma ad inizio azione si trovava in posizione di fuorigioco.

Al termine di ben 8 minuti di recupero, il direttore di gara ha mandato in archivio il match, che è terminato con il giusto risultato per quanto fatto vedere dalle due squadre sia nella prima che nella seconda frazione.

Passando a chi ha giocato alle 21, il Milan è caduto contro il Bournemouth. Sullo scivoloso manto erboso del Vitality Stadium, i rossoneri, privi di Ramos in attacco, hanno approcciato bene la partita, provando a stazionare fin da subito nella metà campo avversaria.

Malgrado l’inizio promettente, al settimo minuto l’arbitro Fotias, dopo una revisione al Var, ha assegnato un calcio di rigore ai padroni di casa, per un fallo di mano di De Winter sul colpo di testa di Evanilson.

Dal dischetto si è presentato Kluivert, che non ha sbagliato davanti a Maignan e portato così in vantaggio gli inglesi. Dopo essere stato colpito quasi a “freddo” il Milan ha faticato a riordinare le idee, anche a causa della forte pressione portata sui suoi portatori di palla dagli avversari.

Quando era stata appena superata la metà del primo tempo, il Bournemouth ci ha provato con Hill, ma la sua conclusione è stata neutralizzata da Maignan in calcio d’angolo. Mentre i padroni di casa stavano per calciare dalla bandierina, il portiere del Milan ha allontanato Adams dall’area piccola, spingendolo con entrambe le mani sul volto.

Il direttore di gara ha estratto così il cartellino rosso, giudicando il gesto dell’estremo difensore rossonero come “violento”. Appena avuta la conferma dell’espulsione Amorim è corso subito ai ripari, inserendo Torriani al posto del francese.

Visto che il fallo era avvenuto in area, il Bournemouth si è presentato dagli undici metri per la seconda volta. Stavolta sul dischetto è andato Tavernier, che ha battuto il neo-entrato Torriani e portato la sua squadra sul doppio vantaggio.

In 10 contro 11 per il Milan la partita si è fatta ancora più in salita, con la prima frazione che si è conclusa senza tanti scossoni nè da una parte nè dall’altra.

Ad inizio ripresa Amorim ha provato a cambiare l’inerzia della gara, inserendo Bartesaghi e Rabiot al posto di Estupiñán e Loftus Cheek. Malgrado le sostituzioni il “canovaccio” è rimasto lo stesso del primo tempo, con le Cherries in costante proiezioni offensiva e i rossoneri in affanno.

Al sessantesimo minuto Rose ha cercato di far rifiatare alcuni dei suoi giocatori migliori in vista dell’impegno in campionato, mettendo in campo Rayan, Tooth e Cook al posto di Tavernier (prova da applausi la sua), Kluivert e Adams.

Con il passare dei minuti i ritmi di gioco si sono abbassati, fino al minuto 84 quando, sugli sviluppi di un calcio di punizione, Adli ha trovato la rete del 3-0, a suggellare una prestazione corale di altissimo livello della sua squadra.

Prima del novantesimo il Bournemouth ha sfiorato più volte anche la quarta rete, ma alla fine dei tre minuti di extra-time da lui concessi l’arbitro ha fatto “scendere” il sipario su questa terza partita di Europa League del Milan, che è incappato in una sconfitta davvero pesante dopo i progressi mostrati nelle ultime giornate di Serie A.

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