Un secolo fa la trasvolata italo-norvegese sopra il Polo Nord | Culture
Top

Un secolo fa la trasvolata italo-norvegese sopra il Polo Nord

Una missione che fu importante non solo per l'avanzamento delle esplorazione geografiche. Al villaggio scientifico internazionale alle Isole Svalbard, un incontro per ricordare l'impresa.

Un secolo fa la trasvolata italo-norvegese sopra il Polo Nord
fonte @Cnr
Preroll

redazione Modifica articolo

12 Maggio 2026 - 15.15


ATF

È passato un secolo dal primo sorvolo del Polo Nord. Il 12 maggio 1926, con il dirigibile Norge, di foggia italiana, avvenne quello che oggi può considerarsi un banale sorvolo, ma che ai tempi rappresentava una missione di esplorazione in uno dei luoghi più impervi del pianeta. A guidare il dirigibile un comando italo-norvegese, con da una parte l’ingegnere Umberto Nobile, dall’altra l’esploratore Roald Amundsen, mentre il supporto finanziario giungeva dell’americano Lincoln Ellsworth.

La trasvolata dell’Antartico non rappresentava meramente un primato nell’esplorazione geografica, ma dava allora prova della possibilità di cooperazione scientifica tra due nazioni, che potevano così anche dimostrarsi moderne e tecnologicamente avanzate. La capacità collaborativa tra stati, a favore di una ricerca scientifica volta al progresso e alla convivenza pacifica tra popoli è oggi un tema quanto mai attuale. Lo ha ricordato Andrea Lenzi, presidente del Cnr, in occasione della celebrazione dei cento anni della trasvolata del Norge, che si è svolta a Ny Ålesund, nelle Isole Svalbard.

“L’eredità che discende dall’impresa del Norge si rivela oggi più attuale che mai: le ragioni polari, un tempo percepite come remote e marginali, sono divenute centrali per comprendere le dinamiche del cambiamento globale, che ha conseguenze dirette sulla regolazione del clima, sulla stabilità degli ecosistemi e sulla società civile globale” ha dichiarato Andrea Lenzi, presiedente del Consiglio Nazionale della Ricerca, alla presenza dell’Ambasciatore italiano in Norvegia, Stefano Nicoletti, al vice presidente della Commissione per gli Affari Esteri e la Difesa norvegese, Himanshu Gulati. Ny Ålesund è una delle principali sedi del villaggio internazionale di ricerca, con una base del Cnr dal 1997. 

Tornado all’impresa di cui oggi ricorre il centenario, il Norge era stato realizzato a Roma, allo Stabilimento Costruizioni Aeronautiche, il cui direttore era proprio l’ingegnere Umberto Nobile. Per allora, l’N1 era un capolavoro di tecnica ed ingegneria, con i suoi ben 18mila metri cubi di idrogeno, all’interno dell’involucro lungo 106 metri, azionato da tre motori che gli consentivano di raggiungere 110 chilometri orari di crociera.

A battezzarlo come Norge, tu l’Aeroclub di Norvegia, il quale potè acquistarlo grazie ad un accordo con il governo italiano. Il velivolo partì da Roma poco più di un mese prima, il 10 aprile 1926, guidato da Umberto Nobile. Dopo diverse tappe intermedie per rifornimenti e controlli tecnici, giunse alle Isole Svalbard il 7 maggio. Da qui, con un equipaggio italo-norvegese, coordinato dall’esploratore Roald Amundsen e da Umberto Nobile, cominciò la traversata dell’Artide. Il 12 maggio, al raggiungimento del Polo Nord geografico, vennero lanciate al suolo bandiere di Norvegia, Italia e Stati Uniti. 

Seppur subito dopo l’impresa Nobile e Amundsen entrarono subito in conflitto, per chi avesse avuto più rilevanza nell’esplorazione, l’avventura del Norge rappresentò un successo senza precedenti per l’aviazione italiana, nonché per il progresso tecnologico internazionale.

“La lezione di Umberto Nobile ci insegna che la scienza progredisce grazie alla cooperazione. In un mondo chiamato ad affrontare sfide sempre più complesse e interconnesse, la collaborazione scientifica con gli scienziati e le istituzioni norvegesi si conferma strumento potente per favorire il dialogo, la fiducia nella scienza e la convivenza pacifica tra popoli”, ha così concluso Andrea Lenzi a Ny Ålesund. 

Native

Articoli correlati