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Gli studenti in protesta contro la riduzione degli orari di apertura di università e biblioteche  

Nella mattinata di oggi il presidio, che ieri sera ha occupato la biblioteca di Fieravecchia, si sposterà presso la sede del Rettorato.

Gli studenti in protesta contro la riduzione degli orari di apertura di università e biblioteche  
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14 Aprile 2026 - 10.30


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È iniziato ieri pomeriggio, 13 aprile, il presidio di protesta organizzato dall’associazione studentesca Cravos che ha visto l’occupazione degli spazi della biblioteca di Fieravecchia. A essere contestati i tagli dell’Ateneo nei riguardi delle biblioteche universitarie, un’azione ritenuta figlia di una logica aziendalista che mina pesantemente il diritto allo studio. Nella mattinata di oggi il presidio si sposterà in Rettorato, per portare la discussione nel cuore dell’Università. Abbiamo intervistato in merito Arianna Scarselli, Senatrice Accademica di Cravos. 

Per quali ragioni state protestando? 

In primis per la mancata risposta da parte del Rettore e della Direttrice generale ad ascoltarci. A seguito dei nuovi orari introdotti a febbraio, che hanno comportato la chiusura anticipata dei plessi universitari e la riduzione del servizio di prestito bibliotecario, praticamente dimezzato, è stata scritta una lettera aperta sottoscritta da più di mille persone della comunità accademica tutta che chiedeva un incontro. Questo però è stato sempre negato, la risposta ufficiale è che la discussione dovesse rimanere in senato e non potesse essere affrontata in sedi differenti. Attualmente, dunque, la governance d’Ateneo è in contrasto con quello che gli studenti chiedono.”  

Nello specifico qual è stata la risposta della comunità studentesca a seguito delle riduzioni? 

La comunità studentesca è arrabbiata e soprattutto non si sente ascoltata anche ora che sta protestando. Proprio in questo momento la governance ha ripetuto che le biblioteche sono utilizzabili comunque come aule studio, ignorando l’essenzialità del servizio di prestito bibliotecario, che gli studenti stanno reclamando. Con un servizio ridotto in questi termini è difficile studiare seriamente, il pieno accesso ai testi è fondamentale non solo per gli studenti ma anche per dottorandi e ricercatori. Da questo malcontento comune siamo arrivati alle varie assemblee organizzate in buona parte dei poli. Tuttavia, è sempre stato negato un confronto con chi vive concretamente l’Università. Ad ora constatiamo una chiusura al dialogo sia da parte del Rettore che della Direttrice generale.”  

Cosa farete nello specifico in queste ore? 

Nella mattinata di oggi presenteremo una mozione che non chiede il ripristino degli orari come erano prima del 16 febbraio, ma porta una proposta formulata a seguito del confronto con la comunità accademica sulle necessità più sentite. Al tempo stesso siamo consapevoli che a fronte dei tagli ministeriali fatti nell’ultimo anno l’Ateno non reputa possibile una piena riapertura dei plessi e delle biblioteche universitarie o un miglioramento del servizio. Bisogna ricordare, però, che già prima il servizio bibliotecario presentava delle carenze. Faccio l’esempio della biblioteca di Fieravecchia, che è da sempre stata chiusa il fine settimana sebbene in campagna elettorale l’attuale Rettore avesse promesso la sua apertura nei weekend.”   

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